non riesco a stabilire se sia più inquietante il sistema del social network (click) che nasce per correggere gli errori de IL social network ed arrivare a mangiargli in testa, oppure il fatto che essendo - momentaneamente - a invito, non solo, ma anche - momentaneamente - chiuso perfino agli invitati ha scatenato una serie di invidie (che mi ricordano devo dire un pattern da festa delle medie o à la ce l'ho più lungo io) in chi non è ancora riuscito ad accedere e violare così la grande ingiustizia: perché lui ha già il suo profilo ed io non ancora?
visto il potere seduttivo mistico di un plus mi stupisce che in così tanti odiino la matematica.
(questo è l'indennizzo per la tua coda di paglia)
- presto a grande richiesta un post sul perché questo nuovo aggeggio farà la felicità dei fedifraghi, datemi almeno il tempo di farmi invitare perdio! -
mercoledì 6 luglio 2011
venerdì 24 giugno 2011
lo pseudo-haiku dell'attacco di panico
nella città esalante odori
cammino,
e mi sento in pericolo.
cammino,
e mi sento in pericolo.
leggo distrattamente che una riunione al comune di Napoli è finita in scazzottata.
lì per lì il pensiero che esista ancora gente infervorata che sia pronta a dare addosso al suo avversario per uno scambio di idee un po' troppo acceso, e di concluderla à la fight club, quasi quasi mi piace.
leggo meglio. il motivo della rissa era la spartizione delle stanze di palazzo s.giacomo tra i vari gruppi.
scema io ad illudermi.
lì per lì il pensiero che esista ancora gente infervorata che sia pronta a dare addosso al suo avversario per uno scambio di idee un po' troppo acceso, e di concluderla à la fight club, quasi quasi mi piace.
leggo meglio. il motivo della rissa era la spartizione delle stanze di palazzo s.giacomo tra i vari gruppi.
scema io ad illudermi.
sabato 11 giugno 2011
la tua dolores ha quarant’anni e fa il mestiere
il seno leggero di ventenne punta verso il basso
come quello di una madre
l’hai incontrata senza vederla un marzo pomeriggio
che lanciava bucce di pistacchio ai piccioni
in fondo non sapeva usare
le cose per quel che sono
col caffé dipingeva
con le orecchie santificava
e con la bocca guariva
te la ricordi adesso, la tua dolores
le guance gonfie di saliva
che sul balcone facevate a gara per sputare
e la notte d’estate dopo sogni di calura
in cui a tredic’anni si alzò piangendo
la macchia di sangue dal culo al materasso
attraverso lenzuola e cotone
e sfrattando il letto diceva
“ho fallito!"
anni dopo chieste spiegazioni
stretto il diaframma in un abbraccio rispose
“fallivo nel compito di essere femmina
senza dare fastidio a nessuno”
il seno leggero di ventenne punta verso il basso
come quello di una madre
l’hai incontrata senza vederla un marzo pomeriggio
che lanciava bucce di pistacchio ai piccioni
in fondo non sapeva usare
le cose per quel che sono
col caffé dipingeva
con le orecchie santificava
e con la bocca guariva
te la ricordi adesso, la tua dolores
le guance gonfie di saliva
che sul balcone facevate a gara per sputare
e la notte d’estate dopo sogni di calura
in cui a tredic’anni si alzò piangendo
la macchia di sangue dal culo al materasso
attraverso lenzuola e cotone
e sfrattando il letto diceva
“ho fallito!"
anni dopo chieste spiegazioni
stretto il diaframma in un abbraccio rispose
“fallivo nel compito di essere femmina
senza dare fastidio a nessuno”
lunedì 30 maggio 2011
sarebbe stato carino avvisare
mi sono persa questo e nessuno mi ha detto niente.
mercoledì 25 maggio 2011
di quando tra una puntata di lost e l'altra ti accorgi che inizia a far caldo
ufficialmente si potrebbe dire che il clima afoso umido e grigio degli ultimi giorni sta procurando una serie di danni che io valuterei molto seriamente in una eventuale dichiarazione di stato di calamità naturale (come dire, in america si godessero i loro bei tornado che qua un po' d'umido basta per darci alla testa).
a parte la colpa del rendere un incubo le notti tormentate dalla calura e dalle prime zanzare, perché esiste anche chi non c'ha assolutamente voglia di dismettere le coperte invernali e rimedia alleggerendo il pigiama, e però ovviamente oltre il limite della nudità non si può andare e allora nasce il problema, quest'afa bastarda di una primavera indecisa rende obbligatorio nonchè urgente un cambio di stagione nell'armadio.
il che fattivamente quest'anno sarebbe - per la sottoscritta quantomeno - un'ottima scusa per pavoneggiarsi dei chili persi senza assolutamente alcun motivo, e di conseguenza per mostrare la necessità impellente di shopping della giusta taglia, ma d'altro canto come si fa a rinunciare anche solo per mezza giornata agli aggiornamenti della campagna elettorale più esilarante dell'ultimo decennio?
va anche ammesso, però, che dopo Red Ronnie che diventa il nuovo Rick Astley e la moschea di Sucate (per i poco informati click here) scendere più in basso nella scala delle figuracce sarà particolarmente difficile.
ma io da brava cittadina ho fiducia nei nostri governatori.
e tanto mal che vada il rituale risveglio primaverile di un vulcano islandese qualunque (cazzo ma perché nessuno me l'aveva detto che questi oltre a produrre musica indie di alterna riuscita sono anche specialisti della cenere?) ci ucciderà tutti, dimostrando che chi preconizzava una fine del mondo/giorno del giudizio per il 21 maggio (click) forse si sbagliava solo di poco.(*)
(*) attenzione: questo paragrafo potrebbe essere l'imbecille frutto di una radicale invidia nei confronti di amici&amati che a quest'ora stanno prendendo l'aereo per QUI. tornate presto miei cari
a parte la colpa del rendere un incubo le notti tormentate dalla calura e dalle prime zanzare, perché esiste anche chi non c'ha assolutamente voglia di dismettere le coperte invernali e rimedia alleggerendo il pigiama, e però ovviamente oltre il limite della nudità non si può andare e allora nasce il problema, quest'afa bastarda di una primavera indecisa rende obbligatorio nonchè urgente un cambio di stagione nell'armadio.
il che fattivamente quest'anno sarebbe - per la sottoscritta quantomeno - un'ottima scusa per pavoneggiarsi dei chili persi senza assolutamente alcun motivo, e di conseguenza per mostrare la necessità impellente di shopping della giusta taglia, ma d'altro canto come si fa a rinunciare anche solo per mezza giornata agli aggiornamenti della campagna elettorale più esilarante dell'ultimo decennio?
va anche ammesso, però, che dopo Red Ronnie che diventa il nuovo Rick Astley e la moschea di Sucate (per i poco informati click here) scendere più in basso nella scala delle figuracce sarà particolarmente difficile.
ma io da brava cittadina ho fiducia nei nostri governatori.
e tanto mal che vada il rituale risveglio primaverile di un vulcano islandese qualunque (cazzo ma perché nessuno me l'aveva detto che questi oltre a produrre musica indie di alterna riuscita sono anche specialisti della cenere?) ci ucciderà tutti, dimostrando che chi preconizzava una fine del mondo/giorno del giudizio per il 21 maggio (click) forse si sbagliava solo di poco.(*)
(*) attenzione: questo paragrafo potrebbe essere l'imbecille frutto di una radicale invidia nei confronti di amici&amati che a quest'ora stanno prendendo l'aereo per QUI. tornate presto miei cari
sabato 14 maggio 2011
haiku senza quella rottura di palle del numero di sillabe
a momenti troviamo la cura per il cancro /
ma lo sciroppo per la tosse fa ancora schifo al cesso /
tale e quale a vent'anni fa.
- ma non ci pensiamo, questo tempo fa solo venir voglia di ballare
ma lo sciroppo per la tosse fa ancora schifo al cesso /
tale e quale a vent'anni fa.
- ma non ci pensiamo, questo tempo fa solo venir voglia di ballare
venerdì 6 maggio 2011
cambio di vestito&hippierie eventuali
visto che non è più periodo di saldi ho pensato di cucirmi da sola un nuovo vestito per 'sto scrapbook, è suscettibile di modifiche continue - come qualsiasi cosa a questo mondo, per fortuna.
se non vi piace date la colpa a Roberto Bolaño e ai suoi cazzo di realvisceralisti, che mi hanno fatto venire una febbre di cambiamento e spostamenti pari quasi a quella che mi pigliò quando lessi On the road.
tra l'altro tutti questi libri di anime in pena affamate di vita hanno sempre una bevanda ricorrente, i Detective Selvaggi di Bolaño si nutrono di solo caffelatte, non riesco proprio a ricordarmi cosa bevessero i personaggi di Kerouac invece.
sempre a proposito di vagabondaggi, ieri qualcuno mi ha detto credo la cosa più bella che uno possa sentirsi dire, e cioè qualcosa che suonava tipo vorrei andare via da ogni cosa conosciuta e portarmi via solo te
allora: questa è per te ma tanto già lo sai.
martedì 3 maggio 2011
per marcare una certa distinzione da questo mainstream d'informazione (attenzione: post potenzialmente snob ma in realtà solo cretino)
insomma, in segno di protesta verso tutta quest'attenzione mediatica dedicata alla morte di Bin Laden (su poi venitemi a ripetere che tutti gli esseri umani sono uguali davanti alla morte. se buttassero il mio cadavere in mare dopo avermi ammazzata nessuno se ne fregherebbe - spero - se così non fosse fatemelo sapere che vi prenoto una visita da uno specialista) ho deciso di andare controcorrente e segnalarvi la notizia più sfigata della prima pagina di repubblica (-> qui).
mi dispiace tra l'altro comunicare che non ho avuto il cuore di leggere quest'intervista, mi è bastata la maglia della salute&l'abbinamento basetta geometrica+baffo a fiammifero per decidere che avevo bisogno di un altro caffè.
certe cose sono troppo anche per le azioni di protesta.
AGGIORNAMENTO// alla fine ho cercato di non guardare la foto e ho letto l'intervista. beh il tipo mi sembra piuttosto intelligente.
(fare un giro sulla voce wikipedia di giovannilindoferretti è una cosa che non consiglio a stomaci deboli e/o sostenitori della coerenza ideologica)
domenica 1 maggio 2011
un'annotazione poi la smetto (ma quando mai)
a 'sto punto diventa quasi un dovere morale, scusate eh.
venerdì 29 aprile 2011
precisazioni
ho cancellato i post su de magistris, sì - ho deciso che il matrimonio di William e Kate era troppo importante* per dedicare pensieri a qualcos'altro.
per riprendermi dalla depressione di non essere (ancora) diventata una principessa mi sono tagliata i capelli. - è il modo in cui le donne risolvono ogni problema
vogliatemi bene lo stesso, anche se ora sono frangettosa
* attenzione: questa frase potrebbe contenere sarcasmo
* attenzione: questa frase potrebbe contenere sarcasmo
giovedì 21 aprile 2011
scommessa socio-il-logica
facciamo una cosa.
adesso io mi piazzo fuori al balcone con lo stereo e metto un disco, uno a caso (tipo, diciamo, ten dei pearl jam). lo metto allo stesso volume dell'amplificazione della chiesa che sta trasmettendo in diretta di fronte casa mia una a caso delle messe pre-pasquali.
scommettiamo che mi piglio una denuncia?
e perché i chiesaioli qua di fronte invece possono fare tutto il casino che gli pare e possono indottrinarmi indirettamente per il solo fatto che voglio tenere il balcone aperto ché mi muoio di caldo?
che cazzo, tra l'altro almeno io avrei più gusto di questi schifo di canti stonati che fanno loro!!
domenica 17 aprile 2011
appunti di genuina inutilità
(che giorno è?)
aspettando la partenza di un treno inutile posso fare i conti con questi giorni violenti pieni di idee e di febbre nella testa. giorni ossessionati di politica e di insoddisfazione per quello che abbiamo intorno, che sonnecchia mafioso nella primavera fredda. l'amore non salverà il mondo, come non lo farà la musica. io vado per tentativi, costruisco idee con il confronto e con i discorsi, scopro la mia identità di ventenne spaventata e forte, di futura donna con le palle, di professionista che non si piegherà a compromessi, di amante dolce eppure mi scopro fredda quando meno vorrei.
Gli scugnizzi giocano a pallone sulle tue gambe stese, le signore stendono i panni nei tuoi capelli sventolati dal vento di aprile, le passioni si aprono e la voglia ci mangia mentre arrivano telefonate per l'annuncio e nessuno qui sa parlare italiano, nemmeno io, anche se le bambine di 4 anni sanno già cantare Fratelli d'Italia. ma fratelli di che?? qua siamo solo figli viziati e ingrati, lasciamo il nostro paese in bocca ai politici del bunga bunga, a scoparsi le minorenni e fuggire dalla giustizia e da qualunque logica. gli stranieri anzi le straniere sorridono con le loro bottiglie grandi d'acqua e dicono che qua in Italia è tutto così complicato, e quanto hai ragione donna tedesca che non so, vorrei dirle, quanto è complicato vivere dove il sole è così dolce e tutto è così sbagliato, dove l'opposizione non esiste anche se tutti sono d'accordo nell'odiare il signor b, e com'è possibile che a nessuno sia ancora venuto in mente il modo per tagliare le gambe alla mafia che ti gambizza la vita, non voglio e non posso pensare che tutto sia destinato a rimanere così fallace, che i ragazzi come me debbano voler cambiare città regione stato continente!! per sperare in qualcosa di meglio. I bambini chiedono l'elemosina e tutto quello che siamo, che desideriamo, le idee i racconti e le note vengono calpestati come una puttana che si stende sul letto sporco e senza lenzuola, pronta a farsi montare e annientare dal primo che passa.
Tutto il disgusto che sento per questo futuro che ci promettono e non ci daranno mai se non dopo avercelo messo in culo 1000 volte e senza burro si spiega quando leggo su La Repubblica (e com'è tutto così lontano dall'idea di giornalismo che mi è germinata nella testa!).. leggo di ragazze che vengono pagate toccate ridicolizzate da vecchi bavosi 80enni che sono i nostri rappresentanti. Ma cosa o chi mai potrebbero rappresentare di tutto questo schifo?
Tempo di guardare il sole che muore sui binari e di preparare la bocca al mio amore salato.
venerdì 15 aprile 2011
un giorno Qualcuno si trova un amore sulla strada della primavera e quindi, semplicemente, svanisce.
venerdì 8 aprile 2011
elogio della sigaretta, anche: boutade aspettando che passino a prendermi
quando si è timidi capita spesso che esistano tempi morti in cui si aspetta di trovare il coraggio di fare qualcosa - entrare in un'aula universitaria a lezione già iniziata con la sfrontatezza di chi si crede invisibile o al contrario si contenta di essere notato, per dirne una. ancora, i momenti di inutilità esistenziale mentre si aspetta qualcuno, mentre si ciondola fuori-dentro un locale che non offre particolari attrattive per la serata.
una sigaretta diventa la miglior compagna, conferisce automaticamente lo status di qualcuno che è impegnato a far qualcosa, cascasse il mondo si ha una scusa per stare lì a guardarsi intorno senza fare un cazzo, voglio dire stai pur sempre avendo un rapporto orale con una bionda, se vogliamo essere metaforici. ma sai anche che di lì a poco la bionda ti lascerà, l'avrai consumata troppo in fretta e lei sfinita si spegnerà, lasciandoti nella metafisica condizione del coglione solo che si guarda stupidamente intorno.
tempo di alzarsi ed andarsene.
tempo di alzarsi ed andarsene.
(e così ho trovato anche la scusa per morire di tumore troppo giovane. vado a comprare le sigarette.)
come un calzino viola da scambiarsi, pure se già fa caldo
faccio parlare chi evidentemente ne sa più di me sulla mia stessa testa.
penso di essere dentro qualcosa di molto importante.
Non darmi tregua, non perdonarmi mai(Julio Cortazar)
Pestami a sangue, che ogni cosa crudele sia tu che ritorni.
Non lasciarmi dormire, non darmi pace!
Allora otterrò il mio regno,
nascerò lentamente.
Non smarrirmi come un motivetto facile, non essere carezza nè guanto;
Intagliami come una selce, fammi disperare.
Difendi il tuo amore umano, il tuo sorriso, i tuoi capelli. Donali.
Vieni a me con la tua collera secca di fosforo e squame.
Grida. Vomitami sabbia in bocca, rompimi le fauci.
Non mi importa ignorarti in pieno giorno,
sapere che giochi faccia al sole, a viso aperto.
Condividilo.
Io ti chiedo la cerimonia crudele del taglio,
quello che nessuno ti chiede: le spine
fino all’osso. Strappami questo volto infame,
obbligami a gridare finalmente il mio vero nome.
lunedì 4 aprile 2011
gli aforismi di cui nessuno etc /2
una bella coppia è una coppia in cui i baci iniziano quando sono finiti - per il momento - gli argomenti
domenica 3 aprile 2011
I resist but you do
per la serie gli aforismi di cui nessuno ha mai più sentito il bisogno da quando il maggior esponente del genere è diventato fabio volo*:
credo che si possa dire di conoscere davvero qualcuno quando si è in grado di ricostruire il suo pantheon personale di idoli a occhi chiusi.
* non che io abbia mai preferito il compiaciuto e masturbatorio oscar wilde, sarò sincera&impopolare
L'atmosfera primaverile d'ordinanza comporta voglia di maniche corte, bulimia musicale e la splendida consapevolezza di avere "poche idee, ma ben confuse". Una di queste, tra le più pressanti di questi giorni accaldati e di progetti, è che dovremmo proprio smettere di drogarci. Bruciarsi il cervello senza uno scopo nemmeno apparente - cazzo se proprio sentite il bisogno metafisico di sfondarvi di canne da mattina a sera, tra parentesi foraggiando quelle stesse mafie di cui vi fate appassionati oppositori alle manifestazioncine organizzate dal centrosocialeoccupato sotto casa, uno due tre quattro cinque dieci cento passi, gli eroi di questo paese avrebbero vergogna dei vostri slogan, chiusaparentesi - almeno prendete esempio dai buoni poètes maudits e dai rampanti sixties e invece di comprare lenti tonde che stavano da dio solo a janis joplin scrivete musica, fate poesia, dipingete, fate arte ispirati dall'alterazione mentale. In assenza di ciò continuerò sempre a preferire gli alcolisti. Innanzitutto perché bevendo hai la chiara percezione degli effetti sul tuo corpo - e impari a conoscerli col tempo - secondo perché davvero vuoi mettere il gusto del sedere a un bancone col bicchiere in mano, del brindare, il sapore del vino buono, il giro dei locali per il bicchiere della staffa che non arriva mai, il connubio alcool sigaretta?
lunedì 28 marzo 2011
a chi mi chiede perché sto ancora a pensarci
io rispondo che è perché certe persone sono come le idee
e le idee - purtroppo - sono immortali.versione originale di Georges Brassens + versione tradotta da Fabrizio de André
Morire per delle idee, l'idea è affascinante
per poco io morivo senza averla mai avuta,
perchè chi ce l'aveva, una folla di gente,
gridando "viva la morte" proprio addosso mi è caduta.
Mi avevano convinto e la mia musa insolente
abiurando i suoi errori, aderì alla loro fede
dicendomi peraltro in separata sede
moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta, va bè
ma di morte lenta.
Approfittando di non essere fragilissimi di cuore
andiamo all'altro mondo bighellonando un poco
perchè forzando il passo succede che si muore
per delle idee che non han più corso il giorno dopo.
Ora se c'è una cosa amara, desolante
è quella di capire all'ultimo momento
che l'idea giusta era un'altra, un altro movimento
moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta
ma di morte lenta.
Gli apostoli di turno che apprezzano il martirio
lo predicano spesso per novant'anni almeno.
Morire per delle idee sarà il caso di dirlo
è il loro scopo di vivere, non sanno farne a meno.
E sotto ogni bandiera li vediamo superare
il buon matusalemme nella longevità
per conto mio si dicono in tutta intimità
moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta, va bè,
ma di morte lenta.
A chi va poi cercando verità meno fittizie
ogni tipo di setta offre moventi originali
e la scelta è imbarazzante per le vittime novizie
morire per delle idee è molto bello ma per quali.
E il vecchio che si porta già i fiori sulla tomba
vedendole venire dietro il grande stendardo
pensa "speriamo bene che arrivino in ritardo"
moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta, va bè,
ma di morte lenta
E voi gli sputafuoco, e voi i nuovi santi
crepate pure per primi noi vi cediamo il passo
però per gentilezza lasciate vivere gli altri
la vita è grosso modo il loro unico lusso
tanto più che la carogna è già abbastanza attenta
non c'è nessun bisogno di reggerle la falce
basta con le garrote in nome della pace
moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta,
ma di morte lenta.
per poco io morivo senza averla mai avuta,
perchè chi ce l'aveva, una folla di gente,
gridando "viva la morte" proprio addosso mi è caduta.
Mi avevano convinto e la mia musa insolente
abiurando i suoi errori, aderì alla loro fede
dicendomi peraltro in separata sede
moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta, va bè
ma di morte lenta.
Approfittando di non essere fragilissimi di cuore
andiamo all'altro mondo bighellonando un poco
perchè forzando il passo succede che si muore
per delle idee che non han più corso il giorno dopo.
Ora se c'è una cosa amara, desolante
è quella di capire all'ultimo momento
che l'idea giusta era un'altra, un altro movimento
moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta
ma di morte lenta.
Gli apostoli di turno che apprezzano il martirio
lo predicano spesso per novant'anni almeno.
Morire per delle idee sarà il caso di dirlo
è il loro scopo di vivere, non sanno farne a meno.
E sotto ogni bandiera li vediamo superare
il buon matusalemme nella longevità
per conto mio si dicono in tutta intimità
moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta, va bè,
ma di morte lenta.
A chi va poi cercando verità meno fittizie
ogni tipo di setta offre moventi originali
e la scelta è imbarazzante per le vittime novizie
morire per delle idee è molto bello ma per quali.
E il vecchio che si porta già i fiori sulla tomba
vedendole venire dietro il grande stendardo
pensa "speriamo bene che arrivino in ritardo"
moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta, va bè,
ma di morte lenta
E voi gli sputafuoco, e voi i nuovi santi
crepate pure per primi noi vi cediamo il passo
però per gentilezza lasciate vivere gli altri
la vita è grosso modo il loro unico lusso
tanto più che la carogna è già abbastanza attenta
non c'è nessun bisogno di reggerle la falce
basta con le garrote in nome della pace
moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta,
ma di morte lenta.
lunedì 21 marzo 2011
giornata mondiale della poesia
oggi si festeggia la primavera e la poesia (lo dice l'UNESCO - click!), io mi faccio i miei bei km in metropolitana ascoltando sempre le stesse canzoni intervallate da stralci di conversazioni in cui ragazzine cercano di convincere altre ragazzine che possibili obiettivi sensibili per attacchi terroristici sono università e ospedali, oltre alla metropolitana in cui ci troviamo of course (e i centri commerciali dove li mettiamo ragazze mie?), il sole si degna di farsi vedere e di scaldare qualche testa ultimamente un po' troppo gelida.
un buon momento insomma per chiedervi di raccontarmi i vostri momenti di poesia di oggi (e di ieri, l'altro ieri, non mi formalizzerò): tutto st'amore e sta guerra non li sentirò mica solo io?
in cambio io vi regalo questo - secondo me bellissimo - componimento di Giovanni Raboni
1.
io che ho sempre adorato le spoglie del futuro
e solo del futuro, di nient'altro
ho qualche volta nostalgia
ricordo adesso con spavento
quando alle mie carezze smetterai di bagnarti,
quando dal mio piacere
sarai divisa e forse per bellezza
d'essere tanto amata o per dolcezza
d'avermi amato
farai finta lo stesso di godere.
2.
le volte che è con furia
che nel tuo ventre cerco la mia gioia
è perché, amore, so che più di tanto
non avrà tempo il tempo
di scorrere equamente per noi due
e che solo in un sogno o dalla corsa
del tempo buttandomi giù prima
posso fare che un giorno tu non voglia
da un altro amore credere l'amore.
3.
un giorno o l'altro ti lascio, un giorno
dopo l'altro ti lascio, anima mia.
per gelosia di vecchio, per paura
di perderti - o perché
avrò smesso di vivere, soltanto.
però sto fermo, intanto,
come sta fermo un ramo,
su cui sta fermo un passero, m'incanto...
4.
non questa volta, non ancora.
quando ci scivoliamo dalle braccia
è solo per cercare un altro abbraccio,
quello del sonno, della calma - e c'è
come fosse per sempre
da pensare al riposo della spalla,
da aver riguardo per i tuoi capelli.
5.
meglio che tu non sappia
con che preghiere m'addormento, quali
parole borbottando
nel quarto muto della gola
per non farmi squartare un'altra volta
dall'avido sonno indovino.
6.
il cuore che non dorme
dice al cuore che dorme - abbi paura.
ma io non sono il mio cuore, non ascolto
nè do la sorte, so bene che mancarti,
non perderti, era l'ultima sventura.
7.
ti muovi nel sonno. non girarti,
non vedermi vicino e senza luce!
occhio per occhio, parola per parola
sto ripassando la parte della vita.
8.
penso se avrò il coraggio
di tacere, sorridere, guardarti
che mi guardi morire.
9.
solo questo domando: esserti sempre,
per quanto tu mi sei cara, leggero.
10.
ti giri nel sonno, in un sogno, a poca luce.
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